LA FASCIA D’ETA PIÙ ATTIVA NEL MERCATO IMMOBILIARE

PROPERTY IN THE WORLD LTD Interessante studio circa le compravendite effettuate nel 2019

Il centro studi dell’agenzia Immobiliare PROPERTY IN THE WORLD LTD ha condotto un interessante studio circa le compravendite effettuate nel 2019 su tutto il territorio nazionale per meglio comprendere quale è la fascia di età più attiva sul mercato immobiliare.

Ebbene si evidenzia che è quella compresa tra 35 e 44 anni (27,8%), seguita dalla fascia di età compresa tra 18 e 34 anni (27,1%). Il 22,4% degli acquirenti ha un’età compresa tra 45 e 54 anni, il 13,8% tra 55 e 64 anni e il 9,0% è rappresentato dagli over 64, quest’ultima fascia in lieve crescita rispetto al 2018, quando si fermava all’8,4%.

Il 60,5% degli over 64 ha acquistato la casa principale, il 20,6% ha investito per mettere a reddito, il 10,0% ha comprato la casa vacanza e l’8,3% ha acquistato l’immobile per i figli. Da segnalare anche qualche acquisto per realizzare Bed & Breakfast e Affittacamere (0,5%). Rispetto al 2018 diminuisce la percentuale di acquisti per i figli (-1,6%), mentre aumentano le percentuali di acquisti di abitazioni principali (+1,3%) e di acquisti per investimento (+0,7%).

La tipologia preferita dagli over 64 è il trilocale (34,9%), seguita dal bilocale (26,9%). Rispetto al 2018 si registra un aumento delle percentuali di acquisto dei tagli più ampi, dai 4 locali in su. Aumenta anche la percentuale di compravendite di soluzioni indipendenti e semindipendenti che passa dall’11,6% del 2018 all’attuale 12,9%. Infine, nel 58,4% dei casi gli acquirenti over 64 sono pensionati.

IL MATTONE SI CONFERMA VERO BENE PER GLI ITALIANI

Il mattone è un bene che, nel corso dei decenni, ha sempre conservato la sua importanza per gli italiani, il centro studi di Property In The World LTD ha realizzato un’indagine per comprendere quanti posseggono una casa di proprietà, ebbene il 75,2% delle famiglie risiede in una casa di proprietà. Il valore complessivo delle abitazioni possedute da persone fisiche arriva a 5.526 miliardi di euro, tutti investiti in patrimonio immobiliare.

Naturalmente, commenta Luca Vitale, questi numeri cambiano in base alle regioni e alle città prese in esame, ma sono sufficienti a comprendere quale ruolo abbia la casa nella lista delle priorità degli italiani.

A Roma, ad esempio, le abitazioni hanno in media una superficie di 103 mq e un valore di 323 mila euro. A Milano, invece, la dimensione scende a 88 mq e il valore medio si attesta sui 261 mila euro.

Quasi la metà del valore residenziale italiano si concentra nel Nord Italia, mentre il Centro, il Sud e le Isole si spartiscono il restante 50%.

A livello nazionale più di un terzo del totale degli immobili è adibito ad abitazione principale, infatti, l’intervista condotta afferma un dato interessante ovvero il 34,2%, che corrisponde a 19 milioni di unità, mentre, una parte consistente, pari al 23,3%, riguarda cantine, soffitte, box o posti auto. Vi sono poi 6 milioni di case che sono state destinate all’affitto, oltre a 1,2 milioni che invece vengono concesse in comodato d’uso gratuito a familiari o amici.

L’analisi segnala infine anche un altro dato, del quale si era già a conoscenza: nel periodo considerato i prezzi delle case risultano in calo in tutto il territorio nazionale: fanno eccezione solo la Lombardia, caratterizzata da stabilità, e il Trentino Alto-Adige, in cui si registra un incremento dello 0,8%.

Al via le ristrutturazioni e case polifunzionali

Il covid 19 ha creato notevoli difficoltà a chi doveva acquistare o vendere la propria abitazione, ma la riapertura delle agenzie immobiliari a maggio ha determinando un cambio di rotta in positivo.

Torna dunque a respirare il mercato immobiliare, dopo aver attraversato momenti non semplici nei primi tre mesi del nuovo anno. Stando ai dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, nel Q1 2020 si sono registrate in totale 117.047 transazioni residenziali, il 15,5% in meno del 2019 (quando il numero di compravendite raggiunse le 138.525 unità). Il dato peggiore lo ha fatto segnare il Sud (-16,2%), mentre il Centro è quello che – tra virgolette – ha sofferto meno (14,4%).

Ma attualmente, tutto è cambiato, infatti possiamo registrare un aumento delle ristrutturazioni degli immobili, con molti proprietari che approfitteranno dell’Ecobonus e del Sismabonus inserito con possibili detrazioni fino al 110%, pronto a partire da domani 1° luglio.

Ma non solo, commenta Luca Vitale, le persone cercheranno un’abitazione più grande e polifunzionale.

Oltre alle ristrutturazioni, uno dei principali trend del mercato immobiliare post coronavirus è la ricerca di abitazioni con una metratura più grande, polifunzionali e spazi modulabili.

Durante il periodo di lockdown molte persone si sono poi rese conto di sentire l’esigenza di uno spazio esterno, che sia un piccolo giardino, cortile o terrazzo: da qui la previsione secondo cui aumenterà in maniera sensibile la richiesta di immobili che corrispondano a tali caratteristiche.

Inoltre, continua Vitale, lo smart working, di cui abbiamo spesso parlato di recente, sta influenzando la domanda residenziale in relazione alla richiesta di uno spazio aggiuntivo all’interno dell’abitazione per lavorare da casa, oltre all’acquisto di una seconda casa dove poter esercitare in tranquillità il cosiddetto lavoro agile.

IL MERCATO IMMOBILIARE È RIPARTITO, LO AFFERMANO I NOTAI

L’andamento del mercato immobiliare e dei mutui in Italia, inevitabilmente, segue i percorsi dell’infezione da Covid 19.

Lo si deduce con chiarezza dai «Dati statistici notarili» resi noti dal Consiglio nazionale del Notariato, che nel mese di marzo 2020 il mercato immobiliare ha subito un crollo verticale da Nord a Sud in tutte le principali città italiane, nonostante i notai non abbiano mai smesso di garantire i propri servizi ai cittadini nel rispetto della loro pubblica funzione».

In particolare, il Notariato ha presentato una prima ricognizione effettuata in 10 grandi città italiane in merito a 6 tipologie di atti: mutui, surroghe, compravendite di fabbricati abitativi e strumentali, compravendite di terreni agricoli ed edificabili. Le città in esame sono: Roma, Milano, Napoli, Bari, Bologna, Torino, Palermo, Cagliari, Verona, Firenze.

Dunque, viene fuori un prevedibile un crollo generalizzato del mercato immobiliare nel mese di marzo. Ma con percentuali che rispecchiano i focolai della crisi: non a caso è Milano ad aver fatto registrare un calo dei mutui ipotecari del 54,5% seguita da Verona -45,5%, a fronte di un calo che a Firenze è appena dell’11%.

A Roma invece se le compravendite di beni immobili (fabbricati abitativi) sono diminuite del 42,9%, quelle che riguardano i beni immobili strumentali (quelli a destinazione industriale) del 50,9%.

Sul fronte dei terreni, invece, si è registrato -50,5% per quanto riguarda il settore agricolo e -67,9% per i terreni edificabili.

Decisamente diversi numeri nei territori dove il Covid ha avuto un minor impatto: a Cagliari per esempio, le compravendite di beni immobili sono diminuite del 38,2%, mentre quelle che riguardano i beni immobili strumentali del 32,6%.

Sul fronte dei terreni si è registrato un calo del 51,5% per quanto riguarda il settore agricolo e del 45,3% per i terreni edificabili.

Ma, fortunatamente ora assistiamo ad una vera e propria ripresa, commenta Luca Vitale, infatti, nelle settimane in cui la pandemia sembra aver imboccato la fase discendente, i notai segnalano la luce in fondo al tunnel.

Ci auguriamo quindi che questo dato sia sintomatico di una effettiva ripresa del settore rispetto alla fase di lockdown.

Gli studi notarili, conclude Vitale, continuano peraltro a lavorare in sicurezza e con tutti gli strumenti necessari, pronti a dare un contributo concreto per il rilancio dell’economia del Paese.

REAL ESTATE:VOLANO GLI ALBERGHI DI LUSSO

REAL ESTATE:VOLANO GLI ALBERGHI DI LUSSO

Cerca una nuova strada il mondo dell’ospitalità di lusso da percorrere in sicurezza per aprire ai clienti.

Protocolli nuovi contro il coronavirus, rimodulazione della parte food, percorsi all’interno delle strutture che garantiscano il distanziamento e nuove aree private per garantire la sicurezza. È il metodo nuovo imposto post pandemia da Covid-19, che deve fare i conti con esigenze di guadagno da un lato e di tutela dei clienti DALL’ALTRO.

Con 3,3 miliardi di euro lo scorso anno è stato un vero successo, quest’anno non si potranno replicare.

Ma, intanto, – commenta Luca Vitale-si iniziano a delineare operazioni all’orizzonte e a definire i deal che erano stati imbastiti nei mesi scorsi.

Degli ultimi giorni la notizia della vendita del Bauer Palace di Venezia, hotel cinque stelle affacciato su Canal Grande vicino a San Marco che passa così dal fondo americano Elliott al gruppo internazionale Signa per una cifra intorno a 240-260 milioni di euro.

Nel terzo trimestre 2020 si sigleranno diversi contratti definitivi che per il momento sono stati firmati i preliminari.

C’è stata una caduta importante del RevPar nel primo trimestre 2020 se comparato al 2019 nei mercati principali registra una perdita del RevPar del segmento lusso a Roma, del 43,7%, a Milano del 22,6%, a Firenze del 40% e a Venezia del 44,5%.

La elevata liquidità in circolazione in cerca di investimenti interessanti non ha però accantonato il mercato italiano, dove ci sono molti asset di pregio guardati con interesse soprattutto da investitori internazionali-continua Vitale-

Insomma, l’interesse verso il mercato alberghiero italiano rimane forte da parte dei principali investitori di mercato

Lo scenario per il prossimo futuro è molto legato all’epidemia. Ci sarà un rimbalzo nel 2021? Sconfitto il virus, con il vaccino o una cura, si tornerà a viaggiare e gli alberghi a fatturare

REAL ESTATE TOSCANA: L’ANDAMENTO È OTTIMO

Si conferma stabile l’andamento del mercato immobiliare residenziale della Toscana;  il primo trimestre del 2020 si è chiuso con un bilancio in linea con le performance precedenti, sia sul fronte delle vendite che su quello delle locazioni- commenta Luca Vitale-.

I prezzi del mercato immobiliare delineano notevoli variazioni da città a città; entriamo maggiormente nel dettaglio. Siena è la città che fa registrare il calo più significativo dei prezzi di vendita: nel primo trimestre dell’anno i prezzi al mq sono calati dell’1,6%.  Prima si conferma Firenze, invece, registra un valore in crescita dell’1,1% rispetto a dicembre 2019.

Nonostante un lieve aumento dei prezzi al mq, Arezzo si conferma la città più economica della Toscana.

Invariati, invece, rispetto alle ultime rilevazioni anche i canoni d’affitto (-0,1%).

In questo contesto si segnalano interessanti performance sul fronte dei prezzi per Carrara che, seppur mantenga un costo al mq in linea con gli altri capoluoghi registra una considerevole crescita dei canoni di locazione in tre mesi, pari al 3,1% in più.

RISALE IL MERCATO DEGLI IMMOBILI COMMERCIALI

RISALE IL MERCATO DEGLI IMMOBILI COMMERCIALI

L’emergenza sanitaria covid 19 ha rallentato la vendita e l’acquisto di immobili commerciali.

Dopo anni difficili, caratterizzati da una lenta ripresa delle compravendite in questo settore, il 2019 aveva evidenziato un andamento incoraggiante delle transazioni immobiliari relative a negozi e uffici, salite rispettivamente del 6,5% e del 4,8%, nei mesi scorsi ha riscontrato uno stop, ma nonostante le preoccupazioni del caso, però, emergono segnali importanti –commenta Luca Vitale-anche se molte aziende, infatti, stanno sperimentando largamente lo smart working, non sembrano esserci evidenti cambi di rotta per ciò che riguarda l’interesse dei compratori per gli uffici.

Negli ultimi anni gli esperti hanno visto consolidarsi un vero e proprio trend che caratterizza questo comparto: sono stati numerosi gli uffici, soprattutto quelli più obsoleti e situati in quartieri residenziali, acquistati con l’obiettivo di essere trasformati in immobili a uso abitativo.

Soprattutto per i negozi si è registrato nei mesi di marzo ed aprile un atteggiamento di maggiore cautela da parte degli investitori che, seppur interessati agli immobili commerciali, hanno preso tempo per finalizzare le compravendite, ma il dato incoraggiante è dal mese di Giugno, invece, l’interesse da parte degli investitori è aumentato, un dato che fan ben sperare per il prossimo futuro.

INVESTIMENTI SOSTENIBILI? OGGI SI PUO’

Diverse le Linee guida per investimenti sostenibili, suddividendone i passaggi in diverse fasi vi mostreremo come è possibile.

Partiamo dai “Protocolli di sostenibilità”, i protocolli energetico ambientali sono il contenitore in cui valutare, progettare e mantenere valore immobiliare a lungo termine con interventi di efficienza ecosostenibile garantita.

La “Prassi e le linee guida per l’efficienza sostenibile”- commenta Luca Vitale-definiscono una prassi riconosciuta a livello internazionale che non prevede scorciatoie.

Inoltre, i “Contratti EPC” (Energy performance contracts) fanno mettere nero su bianco il rendimento energetico e l’esito degli interventi certificato.

Aumentano prestiti e mutui verdi dalle Banche.

Da non dimenticare sono gli “Ecobonus ed Incentivi” in quanto, oggi, non possiamo sottovalutare la portata economica di Ecobonus, Sismabonus, volti ai progetti e i lavori di efficientamento di immobili ed edifici che intendete realizzare.

Concludendo-afferma Vitale-la riqualificazione energetica sostenibile genera valore immobiliare e con un lavoro di formazione e informazione sarà riconosciuto sempre più dal mercato immobiliare.

VENDERE UNA CASA AFFITTATA? VEDIAMO COME

Il mercato degli affitti ha retto bene alla crisi economica causata dall’emergenza sanitaria prodotta dal Covid – 19 almeno nelle medio-grandi città.

Tanti proprietari di seconde e terze case pensano però di vendere gli immobili-commenta Luca Vitale–per gli elevati costi di gestione (tasse e opere condominiali), paura che i prezzi delle case vadano a scendere in futuro, altre motivazioni diverse.
Allora ci chiediamo: è possibile vendere una casa affittata?

Si, è possibile vendere una casa già fittata.

Dunque l’inquilino (in gergo: conduttore). Ha per legge un diritto di prelazione nell’acquisto della casa, salvo rari casi. Cioè una volta reso noto sul mercato il prezzo di vendita dell’immobile, egli ha per legge diritto a essere preferito a tutti gli altri a parità di condizioni. Nel caso in cui invece egli non manifestasse interesse per la proposta, ha comunque diritto a restarci fino alla naturale scadenza del contratto d’affitto.

Il proprietario. Ha il dovere di informare l’inquilino della sua intenzione e capire le sue intenzioni in merito. Cioè apprendere se il conduttore, al prezzo fissato, è interessato o meno all’acquisto.

L’acquirenente non può assolutamente sfrattare l’inquilino prima della scadenza del contratto d’affitto. Quindi può comprarla ma non vi può entrarci direttamente per vivere.

Infine-conclude Vitale-per il proprietario, la vendita di una casa già affittata potrebbe essere un “valore aggiunto” solo in una circostanza. Ossia quella per cui la sua idea è quella di rivolgere la sua offerta a chi cerca case per uso investimento. In questo caso, infatti, potrebbe provare a spuntare giusto qualcosa in più sulla vendita.

Se devi vendere una casa locata e vuoi un approfondimento per i casi in cui si eserciti o no la prelazione, clicca qui

L’ARCHITETTURA SI ALLEA CON LA SOSTENIBILITÀ

L’architettura è sempre più impegnata nella battaglia contro l’inquinamento, commenta – Luca Vitale – ma cerchiamo di conoscere il legame che intercorre tra edilizia e qualità dell’aria.

Innanzitutto bisogna evidenziare che l’edilizia ha un impatto ambientale molto forte: quasi il 40% delle emissioni totali di CO2 è infatti legato al settore delle costruzioni. Ecco perché è molto importante la scelta dei materiali e alla manutenzione degli edifici, il tutto deve essere improntato alla sostenibilità.

Cosa preferire?

Illuminazione naturale e ombreggiamento – spiega Vitale – capaci di ridurre i consumi energetici, quindi vanno curati i materiali utili a limitare la necessità di riscaldare e raffreddare gli ambienti. Tra gli accorgimenti più efficaci e utilizzati negli ultimi anni vi sono gli elementi vegetali sulle facciate e sui tetti, e l’integrazione di prodotti foto catalitici “mangia smog”.

Inoltre, materiali davvero green sono legati a processi produttivi eco sostenibili, hanno una lunga durata e sono riciclabili al momento dello smaltimento.