GIOVANI E MUTUI TUTTE LE NOVITA’

GIOVANI E MUTUI TUTTE LE NOVITA’

Novità in arrivo per i mutui prima casa destinati ai giovani nel 2021. Secondo le anticipazioni del DEF, infatti, nel dl Sostegno bis ci saranno detrazioni importanti per i giovani che accendono un finanziamento per acquistare la prima abitazione, commenta Luca Vitale. La misura destinata alla platea dei giovani sarà contenuta nel decreto Sostegno bis che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri entro la prima settimana di maggio. Per il decreto sarà disponibile un nuovo stanziamento di 40 milioni, frutto nel nuovo scostamento di bilancio che il Governo ha intenzione di chiedere al Parlamento. Il bonus consisterà in uno sgravio fiscale sull’accensione di ogni nuovo mutuo destinato all’acquisto della prima casa. Sarà il decreto a stabilire la detrazione sul mutuo. Scopo del governo sarebbe comunque quello di aumentare l’attuale detrazione della detraibilità sugli interessi passivi del mutuo. Ad oggi è possibile detrarre fino al 19% della quota corrisposta dall’Irpef: il tetto massivo è fissato in 4mila euro ogni anno. Ma questo aumento non sarà destinato in maniera indiscriminata a tutti i contribuenti, ma solo ai giovani, conclude Vitale.

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DALLE PERIFERIE AL CENTRO L’ANDAMENTO DEGLI AFFITTI

DALLE PERIFERIE AL CENTRO L’ANDAMENTO DEGLI AFFITTI

In pieno centro o in periferia, residenziali e tranquilli o riferimento per aperitivi e serate tra amici: tutti i quartieri delle maggiori città italiane sono stati colpiti dagli effetti del Coronavirus. Ma in modo differente. Per capire come, è sicuramente utile guardare all’evoluzione del mercato immobiliare degli affitti nell’ultimo anno.
I trend diffusi in tutta la Penisola vedono contrapporsi un deciso calo della domanda (-6% circa) a un aumento dell’offerta (+1,8%), con alcune differenze da regione a regione. Mettendo però sotto la lente di ingrandimento quattro metropoli – Roma, Milano,  Napoli e Bologna – si delinea uno scenario non scontato, commenta  Luca Vitale.
 
Il centro storico delle grandi città italiane è sempre stato destinazione prediletta per lo shopping, per una passeggiata, per un caffè in compagnia; calamita per i turisti e cuore economico di moltissime attività. In estrema sintesi, è il motore della vita sociale delle città italiane, il cui stop – decretato da Dpcm e restrizioni – ha avuto pesanti ripercussioni sul mercato degli affitti dei quartieri centrali.
Ecco quindi che al crollo della domanda, è corrisposta un’esplosione dell’offerta di case in affitto in centro. Partiamo proprio da quest’ultimo andamento: nell’ultimo anno a Roma appartamenti e case messi sul mercato hanno segnato +258%, a Napoli +197,5% e a Bologna +239,5%. In queste tre città italiane il centro storico avuto in assoluto il maggiore incremento percentuale rispetto a tutte le altre zone.

Il trend che ha segnato il mercato dei centri storici si riflette anche sui quartieri limitrofi o su quelle zone da sempre ricercate e apprezzate per la loro vivacità sociale e culturale: scelta preferita non solo dagli studenti universitari, ma anche dai molti lavoratori e professionisti.
 
A Roma, per esempio, la domanda di immobili in affitto per il quartiere Eur ha subito un calo “solo” dell’11%, rispetto al -27% del centro storico o del -46% della zona Re di Roma-San Giovanni. Una dinamica simile si è presentata anche a Napoli, dove la domanda per il residenziale quartiere di Posillipo-Marechiaro registra una flessione del 14%: molto più contenuta rispetto al -47% del centro storico oppure rispetto ad altre zone periferiche meno “prestigiose”, come i quartieri di Pianura e Chiaiano (rispettivamente -72% e -49%).
 
Il trend si ripete anche a Bologna: le zona di Toscana-Savena, circondata da parchi e ben servita, registra una flessione della domanda di appena sei punti percentuali; si tratta di una performance decisamente migliore rispetto a quella dell’area Murri-Massarenti, che segna invece -57%.
 
Infine Milano, dove i quartieri che registrano il minor calo della domanda appartengono tutti alla cerchia più periferica della città meneghina: Ripamonti, Forlanini e San Siro, con rispettivamente –18%, –19% e –21%. Anche in questo caso un quadro migliore rispetto a quanto rilevato in altre zone residenziali più vicine al centro: il quartiere Fiera-City Life segna un -47%; Bande Nere-Inganni un -43%; Città Studi-Susa -37%, conclude Vitale.

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TUTTI VOGLIONO LA CASA INTELLIGENTE

TUTTI VOGLIONO LA CASA INTELLIGENTE

Il Covid ci ha abituati a svolgere tantissime attività all’interno delle nostre case, allenamenti, lavoro e anche le lezioni.  Di conseguenza, abbiamo rivalutato gli spazi e guardato in modo diverso un luogo che era destinato spesso solo al relax serale dopo una giornata intensa.
Il lockdown e le limitazioni agli spostamenti hanno portato ciascuno di noi a rimanere più a lungo tra le mura domestiche e quindi a migliorare ogni stanza in un’ottica più smart, commenta Luca Vitale.
 
Puntare su un più moderno assetto tecnologico e sulle performance energetiche della propria abitazione sta diventando una priorità per gli italiani, che registra una crescita del 26% all’anno per questo mercato, fino a superare il valore di 1 miliardo di euro nel 2023.
Stiamo parlando di un settore che a livello globale valeva già 68 miliardi di euro nel 2020 e che, si prevede, raggiungerà i 110 miliardi di euro tra circa 2 anni. I principali mercati mondiali sono rappresentati da Stati Uniti e Cina, ma ci si aspetta che il 2021 sia un anno di rilancio anche per l’Italia.
 
Gli italiani infatti sembrano sempre più interessati alla formula smart home, cioè a un’abitazione dotata di uno o più dispositivi interconnessi, collegati alla rete e quindi regolabili da remoto. Una casa automatizzata, con Smart Speaker, elettrodomestici intelligenti, telecamere e vari sistemi di sicurezza e protezione, dispositivi per il controllo dei consumi energetici.
 
Sono caratteristiche che possono fare la differenza anche quando un acquirente è in cerca di una nuova abitazione. Al momento, infatti, il concetto di Smart Home ha un buon appeal a livello di marketing, ma ancora non vengono valorizzati i vantaggi a medio e lungo termine. Tra questi, per esempio, la possibilità di raccogliere informazioni e monitorare nel tempo quanto l’azione degli elementi esterni stia danneggiando l’immobile, in modo da poter intervenire tempestivamente e magari risparmiare sugli eventuali lavori.
 
Insomma, conclude Vitale, il mercato è ancora in piena evoluzione, orientato verso l’era digitale e le future esigenze degli acquirenti.

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VOLANO LE RICHIESTE DI MUTUI ,TASSI ANCORA CONVENIENTI

VOLANO LE RICHIESTE DI MUTUI ,TASSI ANCORA CONVENIENTI

Dopo un inizio d’anno in frenata, crescono nel primo trimestre 2021 le richieste di mutui da parte delle famiglie italiane, così come  salgono gli importi. I tassi sui mutui sono ancora convenienti, come anche le surroghe, commenta Luca Vitale.
L’incremento complessivo delle richieste di mutuo sarebbe del +9,6% rispetto al corrispondente periodo del 2020, il livello più elevato degli ultimi 9 anni, crescita totalmente ascrivibile all’impetuoso aumento fatto registrare nel mese di marzo (+55,8%).
“Malgrado la situazione di incertezza che ancora regna a causa dell’andamento dei contagi, nel mese di marzo gli italiani sono tornati prepotentemente a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare l’investimento sulla casa e questo ha trascinato la performance complessiva dell’intero trimestre dopo una prolungata fase di debolezza, Se confrontato con il mese di marzo 2020, caratterizzato dal lockdown totale, va però sottolineato come nel primo trimestre dell’anno le richieste di mutui e surroghe abbiano abbondantemente superato non solo i volumi pre Covid, ma anche quelli degli 8 anni precedenti. Per poter trarre una indicazione più precisa dell’andamento del mercato sarà però opportuno aspettare ancora qualche mese”.
Cresce anche l’importo medio dei mutui richiesti, infatti, le somme sono del 2,6% più elevate rispetto al corrispondente periodo del 2020, raggiungendo i 136.656 euro. Anche in questo caso si tratta del valore più elevato a partire dal 2013 ad oggi, conclude Vitale.

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NUOVE MISURE PER LA SOSPENSIONE DELLE RATE DEL MUTUO PRIMA CASA

NUOVE MISURE PER LA SOSPENSIONE DELLE RATE DEL MUTUO PRIMA CASA

Tra le ipotesi allo studio del Governo Draghi per il nuovo Decreto Sostegni di aprile (o Decreto Sostegni bis), ci sarebbe anche quella di estendere nuovamente la sospensione del pagamento delle rate del mutuo prima casa alle famiglie a soprattutto al popolo della partite IVA.
Stando alle anticipazioni del Sole 24 Ore, l’intervento – che andrebbe quindi ad ampliare gli aventi diritto all’accesso del cosiddetto fondo Gasparrini – si si inserisce tra le misure di liquidità a supporto per le imprese più colpite dalla crisi sanitaria.
L’esecutivo è al lavoro per accorciare quanto più possibile i tempi: ancora non esiste un testo definitivo, ma potrebbe arrivare per la fine del mese ed essere poi approvato a inizio maggio, commenta Luca Vitale.
Il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, noto anche come fondo Gasparrini, è stato istituito nel 2007 e prevede la possibilità, per chi ha un mutuo prima casa fino a 250mila euro, di beneficiare della sospensione per 18 mesi del pagamento delle rate al verificarsi di situazioni di temporanea difficoltà.
Il Fondo inoltre sostiene il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.
Generalmente si può accedere al fondo Gasparrini nei casi di: cessazione del rapporto di lavoro subordinato, ad eccezione di risoluzione consensuale, per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione.
Cessazione dei rapporti di lavoro “atipici”.
Morte o riconoscimento di handicap grave di un titolare del mutuo, cioè di invalidità civile non inferiore all’80 per cento.
Dunque, per fronteggiare la crisi economica e sociale dovuta alla pandemia, già i precedenti Decreti “Cura Italia” e “Liquidità” avevano previsto un rifinanziamento del fondo Gasparrini con 400 milioni di euro e un ampliamento della platea dei potenziali beneficiari fino al 17 dicembre 2020.
Non solo: potevano accedere al fondo anche i titolari di mutui di importo massimo di 400mila euro (non più 250mila) e non era richiesta la presentazione dell’ISEE.
Ciò a cui si sta lavorando in questi giorni è proprio un ulteriore prolungamento delle deroghe (si ipotizza fino al 31 dicembre 2021) e il conseguente allargamento della base di richiedenti, che alla fine dello scorso anno comprendeva:
lavoratori che hanno subito una sospensione o una riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni (Cassa Integrazione o altri ammortizzatori sociali).
Lavoratori autonomi e liberi professionisti, inclusi artigiani e commercianti, che avevano registrato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 un calo del fatturato superiore al 33% rispetto a quanto fatturato nell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività.
Titolari di mutui che fruiscono della garanzia del Fondo, conclude Vitale.

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REAL ESTATE GLOBALE: ECCO LE PREVISIONI

REAL ESTATE GLOBALE: ECCO LE PREVISIONI


Avanti tutta per i prossimi 12 mesi sulla logistica in tutto il mondo, con solo qualche piccola incertezza sul Canada, così come i settori real estate alternativi saranno premiati dalla situazione positiva a livello globale. Previsioni di incertezza, invece,  per gli uffici e tempi un po’ grigi per il retail negli Usa, Regno Unito, Francia, Spagna, Australia. Infine splenderà il sole  per il residenziale in Germania, Australia e Giappone, mentre qualche nube passeggera sarà presente nel resto del mondo, commenta Luca Vitale. A livello globale, nell’arco dei 12 mesi, i finanziatori continuano a mostrare un atteggiamento indulgente nei confronti dei debitori nel settore immobiliare, perché sono convinti che gli effetti della pandemia saranno nella maggior parte dei casi temporanei. In generale, i mercati domestici stanno reagendo bene, i flussi di capitale sono invece meno agili a livello internazionale a causa delle restrizioni sugli spostamenti.  L’aspettativa di incremento dell’inflazione e l’impennata dei rendimenti di lungo termine indicano un miglioramento delle prospettive di crescita e sosterranno un forte interesse per gli investimenti in generale. Sono invece tre i trend di lungo termine destinati a cambiare il real estate in modo permanente. Innanzitutto una marcata evoluzione verso il real estate alternativo. Poi l’importanza crescente dei f attori Esg nel settore immobiliare (che si sta già vedendo anche nelle strategie delle realtà italiane). Infine, la maggiore flessibilità nei confronti del lavoro in ufficio e da remoto, destinata a plasmare gli uffici del futuro.
Conoscere i megatrend globali come gli spostamenti demografici, la transizione verso un’economia a basso impatto ambientale e le innovazioni in ambito tecnologico, sarà imprescindibile per identificare i segmenti del real estate alternativo che sapranno registrare le performance migliori.
I fattori Esg (Environment, Social, Governance) stanno acquisendo un’importanza crescente nel settore immobiliare. La transizione verso immobili a impatto zero è già in corso e in alcuni settori inizierà a evidenziarsi il cosiddetto “brown discount”, probabilmente guidato dal segmento degli uffici nei mercati europei più importanti, come Londra e Amsterdam.
Tutti siamo consapevoli dei grandi cambiamenti che la pandemia ha portato sul fronte dell’home working e della flessibilità sia normativa sia aziendale su questo fronte. Il cambiamento dei modelli di lavoro e le nuove modalità di trasporto avranno un impatto fondamentale nel definire lo sviluppo delle città e sulla valorizzazione delle asset class a uso uffici. C’è una grande richiesta di immobili “smart” ben connessi, a supporto di modelli di lavoro ibridi e gli edifici ad uso uffici dovranno avere un effetto positivo sul benessere personale, concetto piuttosto nuovo, conclude Vitale.

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ZONA ARANCIONE E REAL ESTATE

ZONA ARANCIONE E REAL ESTATE

L’Italia torna a tingersi quasi tutta di arancione. Rispetto al livello più alto di restrizioni, a partire da lunedì 12 aprile – ci sono i primi allentamenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto e alle Province autonome di Bolzano e Trento.
Che cosa cambia, quindi, per chi cerca un immobile da comprare o da affittare in zona arancione? Facciamo insieme il punto con questo ultimo aggiornamento.
Sostanzialmente, il passaggio da fascia rossa a fascia arancione non incide sulla possibilità di fare visitare una casa che si vuole acquistare o prendere in affitto. Questo perché in entrambe le situazioni è sempre consentito, rispettando le previste norme di sicurezza e di distanziamento, commenta Luca Vitale.
 
Per la precisione, le Faq del Governo specificano chiaramente che in fascia arancione:
Sì. È permesso effettuare un sopralluogo presso un immobile da acquistare o locare. Tuttavia le visite degli agenti immobiliari con i clienti presso le abitazioni da locare o acquistare potranno avere luogo solo con l’utilizzo, da parte dell’agente immobiliare e dei visitatori, delle mascherine e dei guanti monouso e mantenendo in ogni momento la distanza interpersonale di almeno un metro e, preferibilmente, quando le abitazioni siano disabitate.
Come anticipavamo, le stesse indicazioni sono valide anche per le regioni ancora in fascia rossa, cioè Campania, Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta.
Le risposte ufficiali indicano esplicitamente che le visite accompagnate da un agente immobiliare sono consentite. Ma che cosa è previsto per chi è intenzionato a comprare o affittare casa da un altro privato cittadino, senza l’intermediazione dell’agenzia immobiliare?
Al momento per questo specifico caso non sono purtroppo presenti delle indicazioni puntuali tra le Faq del Governo.
Il nostro consiglio è di far riferimento in primo luogo alle autorità competenti per evitare di incorrere in comportamenti non leciti e conseguenti sanzioni. E in seconda battuta di attenersi alle indicazioni che regolano in generale gli spostamenti in zona arancione.
A chi rivolgersi quindi? Come dicevamo, per sapere se uno spostamento rientra tra quelli ammissibili per “motivi di necessità”, la valutazione è rimessa all’autorità competente che, per le violazioni delle prescrizioni dei Dpcm, è di norma il Prefetto, conclude Vitale.

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SARDEGNA: MINI GUIDA ALL’ACQUISTO DELLE CASE VACANZE

SARDEGNA: MINI GUIDA ALL’ACQUISTO DELLE CASE VACANZE

Il centro studi Property in The World LTD , ha svolto un’indagine sulle potenzialità delle case vacanze in Sardegna. Ecco le zone sui cui puntare per chi volesse acquistare un immobile e metterlo a reddito tramite gli  affitti brevi. Un dato da tener presente, molto importante è che in Sardegna le seconde case sono circa 300.000 – si legge nel report stilato dal centro studi– e potrebbero generare un fatturato fino a 6 miliardi di euro. La resa della proprietà, messa in affitto, varia a seconda della tipologia di immobile e dalla zona in cui si trova. Secondo le stime analizzate ad esempio, nel periodo turistico un immobile a Cagliari può generare un utile netto del 20 – 30% maggiore rispetto agli affitti tradizionali. In base alle osservazioni , non solo la zona incide sulla rendita di un immobile ma anche la tipologia. Nei centri urbani, ad esempio a Cagliari – dove il mercato immobiliare negli ultimi anni è in continua crescita – garantiscono un buon guadagno appartamenti piccoli, come bilocali e trilocali. Per quanto riguarda le zone di mare, invece, le località a maggior potenziale di rendita sono Villasimius e  Costa Rei, ma il mercato si sta muovendo anche molto nelle zone di  Chia e Santa Margherita di Pula. In queste zone la villa con piscina, vicina al mare, può generare utili molto alti in una stagione relativamente ridotta di 4 – 5 mesi estivi. Una località ancora non troppo battuta dal turismo di massa ma con ampie potenzialità di sviluppo grazie alle sue spiagge molto ampie e alla natura incontaminata che le circonda è Torre dei Corsari, nella zona di Arbus. Un’altra zona molto interessante in termini d’investimento è il Sulcis-Iglesiente , questa zona, pur non essendo molto battuta, è una di quelle dove gli investimenti immobiliari possono generare ROI molto alti grazie ad una corretta gestione, conclude lo studio effettuato dal centro studi Property in The World LTD.

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FIRENZE ATTRAE SEMPRE PIU’IL MERCATO ESTERO

FIRENZE ATTRAE SEMPRE PIU’IL MERCATO ESTERO

Sempre più stranieri che stanno facendo investimenti immobiliari a Firenze per capire l’attrattività che la città toscana mantiene a livello internazionale, collegata alla sua bellezza, storia e cultura, alla vivibilità. Quella di Firenze è una forza attrattiva alimentata dalla presenza di tanti “contenitori” vuoti da recuperare e rigenerare, soprattutto nel centro storico, infatti l’attrattività di Firenze è basata sulle promesse che la città fa, promesse che ora deve mantenere attraverso un lavoro di squadra che assicuri tempi certi, commenta Luca Vitale.   La pandemia ha dato un duro colpo all’economia della città, rallentando (anche) la domanda immobiliare in arrivo da famiglie internazionali, turisti e studenti, motore delle realizzazioni in corso: residenze di lusso, hotel d’alta gamma, alloggi studenteschi. Gli ultimi investitori sono francesi.
Ma la regina del mix di funzioni resta la Manifattura Tabacchi, il progetto di recupero più importante in corso a Firenze, avviato due anni fa dalla società inglese di asset management Aermont Capital con Cdp Immobiliare (ha il 40%) impegnati a investire circa 200 milioni. Su un’area di sei ettari costruita tra il 1930 e il 1940, con 100mila mq di superfici coperte, sta nascendo un quartiere di respiro internazionale vicino al centro e al parco delle Cascine. In questi giorni partono i lavori della Factory, l’ex fabbrica di sigari e sigarette: «È un appalto da 25 milioni – spiega Michelangelo Giombini, responsabile Sviluppo di Manifattura Tabacchi – per recuperare cinque edifici tra cui quello iconico dell’area che avrà un bosco sul tetto, per un totale di 23mila mq occupati da atelier, negozi, uffici, formazione».
Alla Manifattura Tabacchi ci sarà anche il terzo Student Hotel (dopo quello aperto tre anni fa davanti alla Fortezza da Basso e quello in costruzione in viale Belfiore). Del resto l’ospitalità, soprattutto a cinque stelle, sta trainando gli investimenti immobiliari a Firenze.
A rilento vanno invece gli hotel nell’ex Scuola di sanità militare (Lowenstein) e nell’ex ospedale militare San Gallo (Gb Invest) e le residenze nell’ex Teatro del Maggio (Blue Noble con Hines) e nell’ex sede della Cassa di risparmio di Firenze (Colony capital). Per non parlare dei “buchi” atavici come l’ex cinema Capitol, 3.500 mq dietro Palazzo Vecchio o come l’x hotel Majestic di fronte alla stazione di Santa Maria Novella, conclude Vitale.

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MILANO LE ZONE PIU’ RICERCATE AL TEMPO DEL COVID-19 

   
 
Sempre più persone si spostano nel capoluogo lombardo, per studio o per lavorare. Ma come è cambiato il mercato immobiliare della città durante l’anno della pandemia?
Mettendo a confronto le visualizzazioni degli immobili di Milano registrate nei primi due mesi del 2021 con quelle dello stesso periodo dell’anno precedente, quindi prima dello scoppio della pandemia. La zona più cercata in assoluto è stata quella di Città Studi-Susa, seguita da Affori-Bovisa e Cenisio-Paolo Sarpi-Isola. Il centro storico della città si trova solo al quinto posto della classifica. Entrano nella top ten CityLife-Fiera-Sempione-Portello, Porta Romana-Cadore-Montenero, Porta Venezia-Indipendenza e Solari-Washington. Escono invece San Siro-Trenno, Cimiano-Crescenzago-Adriano, Viale Certosa-Cascina Merlata e Corvetto-Rogoredo, commenta Luca Vitale.
La zona di Città Studi-Susa ha visto le ricerche crescere del 37% rispetto al 2020. Bene anche Cenisio-Paolo Sarpi-Isola, che ha registrato un incremento del 43%. L’area che ha segnato il maggiore aumento è stata quella di CityLife-Fiera-Sempione-Portello, in crescita del 59%. In calo invece Affori-Bovisa, che ha perso il primo posto della classifica con il 21% in meno di ricerche, e il centro storico, in ribasso di tre posizioni.
Per quanto riguarda il numero di locali, la classifica è rimasta invariata. Al primo posto ci sono ancora i bilocali, con una crescita del 20% delle ricerche, seguiti dai trilocali, che invece hanno perso il 20%. Stabili le indagini sui monolocali, che occupano il gradino più basso del podio. Anche la classifica delle tipologie non ha subito variazioni, con l’appartamento al primo posto, seguito dal loft e dall’attico-mansarda, come nel 2020, conclude Vitale.

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